Mercoledí
22 Novembre 2017

I controlli in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

Gli Enti preposti al controllo delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; ruoli, compiti, responsabilità e attribuzioni.
 

Con questo articolo è nostro obiettivo chiarire principalmente quali sono gli Enti preposti al controllo della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, quali sono le loro attribuzioni e/o i “campi privilegiati” di intervento e quali sono le modalità di svolgimento del loro mandato istituzionale, modalità previste da leggi ben specifiche che attibuiscono agli stessi Enti precisi poteri, compiti e responsabilità.

Innanzi tutto, gli enti autorizzati ad esercitare funzioni di controllo (e pertanto autorizzati a comminare sanzioni) all’interno dei luoghi di lavoro sono: la Guardia di Finanza, la Direzione Provinciale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro), i Vigili del Fuoco e l’Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) competente per territorio.

Indipendentemente dalla definizione di “Ente di controllo”, ognuno degli Enti sopra specificati (più una serie di altri Enti quali INAIL, INPS, Comitati Paritetici di categoria, ecc. che però non hanno la qualifica di “Ufficiali di Polizia Giudiziaria”) può esercitare la propria funzione di controllo a prescindere dalla propria specificità, in ogni modo però, ogni singolo Ente, ha un proprio “campo privilegiato” e, proprio per garantire la professionalità degli ispettori e l’accuratezza dell’ispezione tende ad incentrare la visita di controllo in un campo specifico. In particolare la Guardia di Finanza interviene principalmente in materia fiscale, erariale e di controllo delle contraffazioni; la Direzione Provinciale del Lavoro interviene per la tutela dei diritti dei lavoratori in materia retributiva, contributiva e di condizioni di lavoro (con un occhio particolare alla tutela della maternità e del lavoro minorile) e, per alcune attività (es. cantieristica, lavori in sottosuolo/gallerie, ecc.) anche in materia specifica di tutela della salute e della sicurezza; i Vigili del Fuoco per il controllo dell’applicazione di tutte le norme di prevenzione incendi e di gestione delle emergenze; le A.S.L. per la verifica dell’adempimento a tutte le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

 
La Legge del 23-12-1978 n. 833, ha istituito il “Servizio Sanitario Nazionale” trasferendo alle A.S.L. (Azienda Sanitaria Locale) i compiti specifici gestiti sino al 1978 da
·         E.N.P.I.– Ente Nazionale Prevenzione Infortuni;
·         A.N.C.C.– Associazione Controllo Combustione.

Oggi alle A.S.L., a livello provinciale, compete di provvedere all’igiene e medicina del lavoro, nonché alla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali; pertanto all’interno di ogni singola A.S.L. è presente un “Servizio” (o “Unità Operativa”) finalizzata alla Prevenzione e alla Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL o U.O. PSAL) e i tecnici appartenenti a detto servizio hanno il compito di verificare l’applicazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un aspetto di particolare importanza è la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria (U.P.G.) che il personale appartenente agli Enti di controllo assume durante lo svolgimento delle proprie mansioni: gli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro (ai sensi dell’art. 8, comma 1, D.P.R. n. 520 del 1955) “nei limiti del servizio a cui sono destinati, e secondo le attribuzioni ad essi conferite dalle singole leggi e dai regolamenti, sono Ufficiali di Polizia Giudiziaria”. Con il trasferimento dallo Stato alle Regioni delle competenze in materia di prevenzione e controllo per l’igiene e la sicurezza del lavoro, si è stabilito che “fermo restando l’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria … da parte dell’Ispettorato del lavoro spetta al Prefetto stabilire quali addetti ai servizi che operino in materia antinfortunistica e di igiene del lavoro assumano la qualifica di Ufficiale di Polizia giudiziaria”, pertanto anche alcuni funzionari delle A.S.L. possono assumere la carica prefettizia di U.P.G. Sono inoltre considerati U.P.G. i “tecnici della prevenzione” di cui al D.M. 17 gennaio 1997.

Ritornando ai compiti delle A.S.L., la legge chiarisce che esse hanno, oltre ai compiti di vigilanza (le cui modalità di svolgimento saranno chiarite più avanti), anche compiti di prevenzione. Infatti le A.S.L. (in particolare il Servizio PSAL) ha competenza e interviene per:
·      pareri autorizzativi per piani di rimozione amianto;
·      pareri per nuovi insediamenti produttivi (Ufficio Assistenza Imprese);
·      funzioni nell’ambito delle verifiche degli impianti di terra, apparecchi di sollevamento, e apparecchiature in pressione (ufficio tecnico);
·      sopralluoghi in ambienti di lavoro per piani programmati (mirati a rischi specifici per progetti regionali) o di propria iniziativa;
·      segnalazioni e richieste di intervento da parte di altri Enti (Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco….);
·      segnalazioni non anonime da parte di lavoratori e/o loro rappresentanti o cittadini;
·      denunce di malattie professionali e inchieste;
·      ricerca attiva di tumori professionali, registro mesoteliomi maligni, ecc.;
·      corsi per rilascio patentino regionale addetti/coordinatori rimozione amianto;
·      corsi vari per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
·      inchieste in caso di infortuni (su mandato della Procura della Repubblica);
·      sopralluoghi congiunti con Guardia di Finanza, INPS, INAIL, Direzione Provinciale del Lavoro …

Tra le tante attribuzioni e i tanti campi di intervento del Servizio PSAL, quelli forse più evidenti e che solitamente suscitano il maggior interesse da parte di datori di lavoro e lavoratori (anche perché risultano essere quelli più a diretto contatto con le realtà produttive), sono quelli della vigilanza (che si attua con visite ispettive sui luoghi di lavoro) e dell’intervento per inchieste in caso di infortunio e/o di malattia professionale.

La procedura per lo svolgimento di dette attività è pressoché identica per le due tipologie di verifica, salvo che nella seconda ipotesi (in caso di infortunio o malattia professionale), il personale tecnico e/o medico che interviene è formalmente incaricato direttamente dalla Procura della Repubblica di effettuare tutte le indagini del caso per eventualmente permettere alla Procura stessa l’apertura di un procedimento penale non solo per eventuali violazioni alle norme antinfortunistiche, ma anche per eventuali responsabilità per “lesioni personali colpose aggravate” nei confronti dell’infortunato. La procedura di intervento in caso di violazione delle norme antinfortunistiche (prevista dal D. Lgs. 758/94) è facilmente schematizzabile (vedi figura 1) mentre per quanto concerne le possibili conseguenze per “lesioni personali colpose aggravate” si deve fare riferimento al Codice di Procedura Penale, quindi alla magistratura, non più all’Ente di Controllo.

Nel concreto il sopralluogo ispettivo realizzato dagli U.P.G. attiva una sequenza procedurale che trova il suo riferimento legislativo nel D. Lgs. 758/94 il quale, tra l’altro, introduce l’istituto della “prescrizione” (art. 20) cioè l’attribuzione di adempimenti mirati alla eliminazione delle non conformità riscontrate con la successiva ammissione al pagamento di 1/4 della sanzione massima prevista con sospensione e successiva estinzione del reato (art. 21 e 22) e pertanto alla cancellazione della procedura penale (art. 23 e 24) per quanto attiene alla violazione dell’obbligo di legge riscontrato.

Per concludere non resta altro che ricordare che l’obbligo fondamentale del datore di lavoro, nei confronti dei soggetti appartenenti agli Enti preposti al controllo (U.P.G.), è quello di permettere loro l’accesso a tutti i locali ove si svolge l’attività lavorativa e di mettere a loro disposizione tutta la documentazione aziendale di cui potrebbero fare richiesta.